L’Ecomaratona dei Marsi 2012 | FOTO

Collelongo – In piazza Ara dei Santi il colpo di pistola della partenza è puntuale come la pioggia annunciata, i centoquaranta atleti della diciassettesima Ecomaratona dei Marsi e i duecento del sedicesimo Archeo Run partono di buon’ora per una gara dove, per dirla con lo speaker della manifestazione Roberto Falgiani in arte ‘Falcogianni’: “Non esistono imprese impossibili ma solo atleti arrendevoli”.
Alla testa della corsa si insedia da subito Antonello Petrei, seguito da Simone Silvestri, Maurizio D’Andrea, Massimo Miri e Ivan Zufferli; Petrei va forte, doppia il rifugio Aranello, passa il settimo chilometro di volata in mezzo alla necropoli italica del Cantone, attraversa la piana in fiore di Amplero: un’ora dopo la partenza sfila di nuovo in piazza Ara dei Santi per incominciare la scalata in montagna.
La gara di Collelongo è la prima in assoluto in ordine temporale di quelle che rientrano nel circuito delle Ecomaratone d’Italia, una corsa durissima che dispiega i suoi quarantadue chilometri su duemila metri di dislivello, per intenderci si parte da un’altitudine di novecentoquindici metri sul livello del mare, si sale ai millecinquecento a Forchetta Morrea, ai milleseicento di Pratone poi a millesettecento metri su Monte Colubrica, la terribile ‘Guardiola’, e giù giù in discesa fino all’arrivo nella piazza della partenza.
Mentre gli atleti dell’Eco sfilano in salita Lamiri Mohammed dell’ASD Ecomaratona dei Marsi taglia il traguardo e vince l’Archeo Run, la gara di tredici chilometri, in 45 minuti e tredici secondi – il record di 43 minuti di Antonello Petrei rimane imbattuto – seguito da Mirko Fantozzi dell’USA Club Avezzano e da Daniele Grande del Mezzo Fondo Recanati Grottino.
Intanto Petrei raggiunge il chilometro trentadue al valico di Forchetta Morrea in un’ora e quaranta minuti tallonato da Silvestri. Le condizioni atmosferiche in quota sono proibitive con le nuvole che toccano le montagne e riducono drasticamente la visibilità ma gli undici punti ristoro dislocati sul percorso funzionano bene.
Con il fuoristrada di Mauro raggiungiamo il valico di Sant’Elia appena in tempo per ascoltare le parole di un volontario della Protezione Civile alla radio: “Mimmo da Lupo…rispondi Mimmo…”; capiamo che sta per succedere qualcosa infatti dopo pochi minuti il responsabile del percorso, Giovanni Del Turco, in accordo con la direzione di gara, prende la decisione di non mandare gli atleti su alla ‘Guardiola’ perché la visibilità si è ridotta ulteriormente e i rischi sono troppo elevati.
Da Sant’Elia si torna a Forchetta Morrea allungando di circa un chilometro il percorso, passa Petrei e non Silvestri, ha sbagliato strada nella nebbia di Pratone perdendo molte posizioni.
Adesso è tutta discesa e allora torniamo a Collelongo per attendere l’arrivo del vincitore: Antonello Petrei dell’Opoa Plus Ultra di Trasacco chiude la diciassettesima Ecomaratona dei Marsi in 3 ore, 20 minuti e 23 secondi con una velocità media di 4 minuti e 39 secondi al chilometro.
ANTONELLO PETREI – Per questo atleta si tratta della quinta vittoria nell’Ecomaratona dei Marsi, la prima risale al 2001. E’ visibilmente soddisfatto ma non è riuscito nemmeno stavolta a battere il record di Corrado Bado alla prima edizione del 1996 “perché – le parole di Petrei - in quell’anno non ho partecipato e comunque quel percorso era molto più corto rispetto all’attuale, a parità di tragitto non c’è storia, ‘manco lo vedo’, sui diecimila metri lui fa 32 minuti e 40 secondi, io 29 e 7. Comunque vincere quest’anno è stato diverso rispetto alle altre volte a causa del freddo e della pioggia, dopo quindici chilometri ho dovuto buttare i calzini ormai zuppi ma ne è valsa la pena. Sono soddisfattissimo, mai nessuno ha vinto cinque ecomaratone come questa di Collellongo, ma nemmeno tre perché tutti quelli che sono arrivati primi per due volte non sono stati in grado di affrontarne una terza, io sono fisicamente integro dopo averne vinte cinque”.
L’ORGANIZZAZIONE – Tutti contenti a partire dalla presidente dell’Associazione Ecomaratona dei Marsi Annamaria Manna: “Alla fine posso dire che è stata l’Eco più sentita, più partecipata, più amata”, il sindaco Angelo Salucci: “Gara ben organizzata ma complicata per colpa delle cattive condizioni in quota, il prossimo anno l’impegno è mantenuto perché è la più bella manifestazione che organizzi Collelongo”, lo speaker Falcogianni: “Sono stanco ma contento perché è l’unica gara, e ne vedo tante, in cui non ci sono problemi, proteste, contestazioni, polemiche, è una gara all’insegna della preparazione, della correttezza e dell’amicizia”.
Sono arrivati al traguardo anche il secondo, il terzo e il quarto classificato, nell’ordine: Maurizio D’Andrea dell’ASD GP Runners Sulmona, Massimo Miri della Podistica San Salvo e Ivan Zufferli del Magredi Mountain Trail.
IVAN ZUFFERLI – Questo ragazzo di Udine partecipa all’Ecomaratona dei Marsi per la quarta volta, è un tipo che corre gare della serie ‘Transahariana – 272 chilometri non stop nel deserto’: “L’anno scorso non sono potuto essere qui perché sono andato a vincere la 202 chilometri lungo il fiume Senegal; la gara di Collelongo è corribile ma impegna uno sforzo fisico notevole a causa del dislivello di duemila metri, è una gara allettante, divertente, da soddisfazione, è la vera corsa in natura”. Gli chiediamo un commento sul paese e sull’organizzazione: “Sono friulano e l’abruzzese è un po’ come noi umile, di poche parole, concreto; qui c’è un’accoglienza, un calore e una vicinanza di tutte le persone del paese rare da trovare. L’organizzazione è stata impeccabile e state certi che l’anno prossimo sarò di nuovo qui con voi”.
L’ULTIMO – L’Opoa Plus Ultra si prende la testa e la coda della gara: alle sedici e quaranta, dopo più di otto ore, arriva al traguardo Domenico Fantozzi, l’ultimo atleta in assoluto: “Oggi possiamo dire di essere sopravvissuti, sono esperienze da provare, l’importante è partecipare, esserci, viverla”.
Adesso è proprio finita, gli atleti sono tutti al ‘pasta party’ a rifocillarsi con pasta e fagioli, prosciutto, salsicce, patate al forno. La chiusura che suona come buon auspicio tocca a Falcogianni: “Ci rivediamo tutti a Collelongo per l’Ecomaratona dei Marsi che compie 18 anni, l’anno prossimo diventiamo maggiorenni”.




